13.11.2006
Arc, proteina della memoria a lungo termine
Identificati i suoi meccanismi d'azione
Ricercatori della Johns Hopkins University hanno identificato una proteina che ha un importante ruolo nella memoria a lungo termine e in particolare nella memoria legata a comportamenti. La proteina, chiamata Arc, si è dimostrata coinvolta nell’apprendimento del canto negli uccelli e della mappatura dello spazio tridimensionale nei ratti, ma secondo i ricercatori – che pubblicano il resoconto del loro studio sull’ultimo numero di Neuron – quello che è più interessante è che questa proteina sarebbe coinvolta in certi comportamenti di ricerca tipici delle dipendenze.
"Pensiamo che la proteina Arc controlli il modo in cui le cellule cerebrali apprendono e associano comportamenti validi per lunghi periodi di tempo” ha dichiarato Paul F. Worley, che ha diretto lo studio. "Così, una persona che smetta di fumare può non sentire il craving a casa, sul lavoro o passeggiando per strada, ma se lo portate in un bar e gli mettete in mano un bicchiere, il suo cervello ricorda le precedenti associazioni e improvvisamente è riassalito dal craving. Questo tipo di associazioni sono di fatto implementate nei circuiti cerebrali.”
Da tempo è noto che diversi stimoli, come per esempio l’esplorazione di un nuovo ambiente, inducono la sovraproduzione di Arc, ma finora non era stata compresa la funzione della proteina. Secondo i ricercatori Arc avrebbe un ruolo chiave nella regolazione della presenza nei neuroni di due sostanze, la dinamina e la endofilina, a loro volta coinvolte nel consolidamento o meno delle connessioni sinaptiche in cui si concretizza la memoria di un fatto o di un comportamento. "Ora sappiamo – ha aggiunto Worley – che gli animali mutati geneticamente che sono carenti di Arc vivono soltanto nel ‘qui e ora’. Sono in grado di buoni apprendimenti oggi, ma domani dovranno riapprendere tutto da capo.” Dalla comprensione di questo meccanismo – è la speranza dei ricercatori – si potrebbe arrivare a trovare un modo per far “dimenticare” a chi sta smettendo di fumare l’associazione di determinate situazioni (come il bicchiere in mano) con la gratificazione fornita dall’accensione della sigaretta.
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