Un premio all’impegno contro l’inquinamento
OSLO L'ex vicepresidente Usa Al Gore e il Comitato per i cambiamenti climatici dell'Onu hanno vinto il premio Nobel 2007 per la pace, per aver accresciuto la consapevolezza mondiale sui rischi dovuti al riscaldamento globale.
Il premio appare come uno pugno per il presidente americano George W. Bush, che ha messo in dubbio la scienza sul riscaldamento, anche se la Casa Bianca ha detto di essere felice per il riconoscimento e ha espresso parole favorevoli nei confronti del lavoro del gruppo.
Il comitato norvegese del Nobel ha deciso fra oltre 181 candidati al premio che Gore e il Panel intergovernativo Onu sui cambiamenti climatici (Ipcc) si divideranno il premio da 1,5 milioni di dollari che sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre.
Da quando nel 2001 ha lasciato il suo ruolo di vicepresidente, Gore si è occupato intensamente della minaccia del riscaldamento globale e lo scorso anno è apparso in un documentario da lui prodotto "Una verità scomoda", vincitore dell'Oscar per informare sui pericoli dei cambiamenti climatici, invitando a combatterli.
"E' necessario agire adesso, prima che i cambiamenti climatici diventino incontrollabili per l'uomo", ha detto il comitato.
Il gruppo ha lanciato l'allarme dicendo che i cambiamenti climatici legati a siccità, alluvioni e innalzamento dei livelli del mare potrebbero minacciare le condizioni di vita in tutto il mondo, provocare migrazioni di massa e aumentare il rischio di guerre.
"Vogliamo mettere il problema del cambiamento climatico nell'agenda, legandolo alla questione della pace", ha detto il presidente del comitato Ole Danbolt Mjoes.
In conclusione la motivazione del comitato al premio è sintetizzabile nella seguente frase da medesimo pronunciata: "E' probabilmente il singolo individuo che ha fatto di più per creare consapevolezza a livello mondiale circa le misure che devono essere adottate (per combattere i cambiamenti climatici)".
OSLO L'ex vicepresidente Usa Al Gore e il Comitato per i cambiamenti climatici dell'Onu hanno vinto il premio Nobel 2007 per la pace, per aver accresciuto la consapevolezza mondiale sui rischi dovuti al riscaldamento globale.
Il premio appare come uno pugno per il presidente americano George W. Bush, che ha messo in dubbio la scienza sul riscaldamento, anche se la Casa Bianca ha detto di essere felice per il riconoscimento e ha espresso parole favorevoli nei confronti del lavoro del gruppo.
Il comitato norvegese del Nobel ha deciso fra oltre 181 candidati al premio che Gore e il Panel intergovernativo Onu sui cambiamenti climatici (Ipcc) si divideranno il premio da 1,5 milioni di dollari che sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre.
Da quando nel 2001 ha lasciato il suo ruolo di vicepresidente, Gore si è occupato intensamente della minaccia del riscaldamento globale e lo scorso anno è apparso in un documentario da lui prodotto "Una verità scomoda", vincitore dell'Oscar per informare sui pericoli dei cambiamenti climatici, invitando a combatterli.
"E' necessario agire adesso, prima che i cambiamenti climatici diventino incontrollabili per l'uomo", ha detto il comitato.
Il gruppo ha lanciato l'allarme dicendo che i cambiamenti climatici legati a siccità, alluvioni e innalzamento dei livelli del mare potrebbero minacciare le condizioni di vita in tutto il mondo, provocare migrazioni di massa e aumentare il rischio di guerre.
"Vogliamo mettere il problema del cambiamento climatico nell'agenda, legandolo alla questione della pace", ha detto il presidente del comitato Ole Danbolt Mjoes.
In conclusione la motivazione del comitato al premio è sintetizzabile nella seguente frase da medesimo pronunciata: "E' probabilmente il singolo individuo che ha fatto di più per creare consapevolezza a livello mondiale circa le misure che devono essere adottate (per combattere i cambiamenti climatici)".


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